Rete
usata per la realizzazione del progetto
La rete informatica del
Campus Bio-Medico è composta dai seguenti apparati:
- 350 PC client
- 26 server
- 4 router
- 11 switch ad alte prestazioni
- 28 hub
- 73 stampanti personali
- 18 stampanti di rete
- 4 access
point wireless
Il numero totale delle porte di rete è pari a 860.
Delle
350 porte collegate ai PC Client circa 180 sono porte multicast enabled,
le restanti 170 sono porte broadcast, collegate cioè a hub.
La sperimentazione è stata realizzata sulla stessa rete di lavoro, permettendo
di osservare luso di banda sia in punti multicast enabled che
in punti broadcast.
Nella figura sono rappresentati gli switch multicast
compatible, i dispositivi di acquisizione e il server di streaming usati
per la realizzazione del progetto.

Configurazione
degli switch IGMP
È necessario impostare un indirizzo IP
valido per ogni VLAN che deve supportare IGMP. È possibile dare maggior
priorità al traffico IGMP rispetto al resto del traffico.
Configurazione
delle porte: lo switch inoltra il traffico IGMP sulle porte impostate in modo
auto solo se su quelle porte è collegato un host che appartenga
a un multicast group. Lo switch blocca il traffico IGMP su tutte le porte che
sono state configurate come Blocked, e inoltra incondizionatamente
il traffico IGMP su tutte le porte configurate come Forward.
Un
multicast group è rappresentato da tutti i server, gli switch, i router
e gli host che inviano/ricevono flussi di traffico dalla/e stessa/e sorgente/i.
Glossario
IGMP:
- query: messaggio inviato dal multicast router (o querier) o dallo
switch configurato come querier, con il quale viene richiesta lappartenenza
a un gruppo multicast.
- Report: messaggio inviato dallhost che vuole
far parte di uno o più gruppi multicast.
- Leave group: messaggio inviato
dallhost che vuole lasciare un gruppo multicast.
- Indirizzi validi
per multicast: da 224.0.0.0 a 239.255.255.255
- Indirizzi riservati non utilizzabili:
da 224.0.0.0 a 224.0.0.255
COLLEGAMENTO DA SALA
OPERATORIA
Il primo tentativo di collegamento da sala operatoria
era strutturato in modo da far passare il segnale audio e video utilizzando la
rete telefonica. Quindi i segnali audio e video provenienti da una telecamera
posizionata in sala operatoria erano inviati ad un convertitore audio/video e
trasmessi ad un ricevitore che riconvertiva i segnali e li inviava ad un distributore
audio video a cui potevano essere attaccati dispositivi di audio/videoproiezione.
Dei vari tentativi di comunicazione uno solo è ben riuscito e ha permesso
di verificare la scarsa qualità di immagine come risultato finale. Poi
ci sono state una serie di problematiche tecniche che non hanno permesso più
di fare altre prove. La scarsa qualità di immagine e le difficoltà
tecniche possono essere attribuite al collegamento che non era effettuato in maniera
diretta cioè point to point. Infatti si sfruttava la connessione telefonica
preesistente che passava almeno attraverso 2 centrali telefoniche. Inoltre il
posizionamento della telecamera al centro della scialitica non permetteva una
buona visualizzazione del campo operatorio poiché spesso la testa del chirurgo
era un ostacolo per la visualizzazione.
Per il collegamento attuale si
è voluto puntare su una tecnologia tradizionale basata su un collegamento
point to point effettuato con cavi video RG59 (75 Ohm) per il segnale video e
su cavi audio dedicati per laudio separando quindi i vari segnali.
In
questo collegamento sono stati passati per la parte video 10 cavi che servono
2 sale operatorie. Per ogni sala ci sono:
- 1 cavo video - telecamera fissa
- 1 cavo video - possibilità di attacco per una telecamera palmare
da utilizzare con operatore in sala
- 2 cavi video - segnali monitor/ritorno
dalla regia
- 1 cavo video - cavo di backup/segnale suppletivo
Per
la parte audio in ogni sala:
- 1 cavo audio - andata audio da sala verso
regia
- 1 cavo audio - ritorno da regia verso sala
- 1 cavo intercom -
comunicazione bidirezionale sala/regia per gli operatori in cuffia
In ogni
sala è stata installata una telecamera fissa del tipo DOME (Telecamera
a cupola per montaggio a soffitto con possibilità di rotazione di 360°
sul piano orizzontale e 90° su quello verticale) su un braccio dedicato attaccato
alla scialitica e controllata in remoto direttamente dalla regia. Nella colonna
che supporta il braccio della scialitica sono stati alloggiati i vari connettori
degli altri segnali video che permettono di attaccare le eventuali telecamere
aggiuntive e i segnali di ritorno dei monitor dalla regia che permettono di vedere
sia al chirurgo che alloperatore di sala la diretta del segnale video in
onda. Tra i connettori alloggiati ci sono, naturalmente, quelli dei segnali audio
che permettono di inviare laudio della sala verso la regia; del ritorno
dalla regia verso la sala e il cavo intercom per la comunicazione degli operatori
di ripresa con la regia.
Il segnale video di ritorno dalle sale operatorie
termina in una matrice video. Da quella matrice video noi abbiamo preso un segnale
e collegato ad un pc con installata una scheda di acquisizione Osprey 500WM.
LA
TRASMISSIONE IN STREAMING VIDEO
Uno degli obiettivi del progetto
era quello di avere uno standard di buona qualità A/V da far fruire in
multicast. Per realizzarlo sono state effettuate delle prove con la stazione di
codifica: un HP Compaq Evo con Intel Pentium 4 da 2.4 Ghz, 512 MB di RAM, hard
disk da 40 GB, e una Osprey 500 WM per acquisizione A/V. Linput proveniva
da un Panasonic VHS. Le prove prevedevano sostanzialmente due risoluzioni video:
a 640x480 e a 384x288 e con bitrate tali da ottenere una qualità adeguata
alle esigenze del progetto
Questo è il risultato ottenuto dalle
prove di codifica con un filmato di 5 minuti:
BITRATE Kbps | MByte 5
min. | Dimensioni 640x480 | Dimensioni 384x288 |
3187 | 110 | Ottima
qualità nelle scene statiche e anche nelle scene in movimento | |
1911 | 61 | | Ottima
la qualità nelle scene statiche e più che buona in quelle in movimento |
1128
| 41 | Buona
qualità sia nelle scene statiche che in quelle in movimento | |
764 | 28 | La
qualità è buona nelle scene statiche ma sgranano i contorni delle
immagini in primo piano in nelle scene in movimento | La qualità
è buona nelle scene statiche e non si nota molta perdita di qualità
nelle scene in movimento |
282
| 12 | La
qualità è discreta in tutto il filmato anche se ci sono scene sufficientemente
sgranate | Il filmato è accettabile anche se molte
scene risultano abbastanza sgranate |
58
| 2 | | La
qualità è scadente e le scene in movimento sgranano e scattano |
Dalla
tabella si può evincere che un giusto equilibrio tra la qualità
A/V e lutilizzo di banda (bitrate), è la risoluzione a 384x288 a
1911 Kbps che anche visualizzandola a pieno schermo rimane di buona qualità.
E' interessante notare che spesso conviene codificare a 384x288 visualizzando
poi a pieno schermo, piuttosto che a risoluzioni maggiori che comportano interventi
di deinterlacciamento del segnale video con conseguente introduzione di elementi
di disturbo (ammorbidimento dell'immagine per fondere i due semiquadri).
Il
flusso del codificatore è stato poi inviato al Server Windows Media, un
HP con Intel Pentium III da 1,0 Ghz, con 512 MB di RAM, e con 3 hard disk: 1 da
20 GB e gli altri da 80 GB ciascuno.
La configurazione del server è
stata effettuata in modo da ottenere un flusso multicast da distribuire allinterno
dellintranet del Campus.